Luis è un ragazzo di 23 anni che ha lasciato Villasimius per cercare futuro al nord Italia. Figlio di portoghese e madre sarda, appassionato di Digital Marketing fin dall’adolescenza e ha iniziato a lavorare da presto perchè non riusciva a portare avanti gli studi che poi ha recuperato qualche anno dopo, con grande sacrificio e abnegazione.

“Già dall’età di quindici anni, infatti, lavoravo in un’azienda di noleggio, in cui mi occupavo della pulizia di unità nautiche da locazione giornaliera. Dopo tre anni di impegno e crescita lavorativa, mi son trovato a seguire la strategia commerciale di un’azienda strutturata in servizi alberghieri e marittimi. Negli ultimi anni, oltretutto, ho recuperato gli studi in contemporanea al lavoro: mi son diplomato in amministrazione, finanza e marketing e, attualmente, frequento il secondo anno di Università in Economia Aziendale a Torino”.

Si ricorda bene la data della partenza da Villasimius, il 27 Novembre 2016, con l’auto carica di qualsiasi cosa. Ha preso la nave da Olbia e, il giorno successivo, è sbarcato a Genova. Dopo due ore di viaggio, a Torino dove tra poco compie un anno sotto la Mole. Forse si può tracciare un piccolo bilancio di un piccolo pezzo di vita.

Paradosso dei paradossi, comunque, è partire da un paradiso terrestre come Villasimius e trovarsi bene in una città senza mare, a Torino. E  avere un sangue portoghese e sardo nelle vene, un mix di passione, malinconia e acqua di mare. Accade: “La decisione di andar via è stata poco ragionata e molto diretta. Ilaria, la mia ragazza, si sarebbe dovuta trasferire per fare la magistrale in Criminologia, iniziando nel periodo di Ottobre. Io avevo il mio posto fisso a tempo indeterminato, il mio stipendio era molto buono e mi trovavo molto bene in azienda. Il problema che affliggeva il mio cervello nell’ultimo anno in Sardegna era proprio la crescita professionale e personale. Quando è arrivato il periodo del trasferimento della mia ragazza io ero ancora indeciso e non avevo comunicato a nessuno la decisione di partire. Circa venti giorni prima della data di partenza ho acquistato il biglietto della nave, mi sono licenziato e ho avviato i preparativi per la partenza. Sono partito con molti dubbi e un po’ di sofferenza, in quanto legato molto alla mia famiglia e al mio piccolo paese, ma, comunque, carico di emozioni e voglia di scoprire nuove realtà, mettermi in gioco e vivere i miei sogni.

Villasimius è stata la sua casa per ventitre anni, “nella quale sono cresciuto, maturato e ho lavorato. I ricordi sono tutti positivi. Non ho nulla da rimpiangere, in quanto, nel mio caso, non sono partito perché non avevo un lavoro, ma bensì il contrario: per continuare a crescere ed acquisire competenze. Comunque, si tratta di un paese esclusivamente turistico, ma lo è da sempre. Tuttavia, mi ha insegnato tanto e, soprattutto, ad essere internazionale, cioè a non vedere le persone provenienti da tutto il mondo esclusivamente come degli estranei. Purtroppo, così come in tanti piccoli centri turistici sardi, il problema sta nel mezzo tra la politica e la mentalità imprenditoriale”.

Non è stato facile. Torino però è stata accogliente, dopo un po’ lo ha abbracciato: “Dopo una lunga e difficile perlustrazione dell’ambiente lavorativo torinese e dopo aver cambiato qualche posizione lavorativa, mi ritrovo finalmente in un’azienda in cui ho stabilito un equilibrio e nella quale sto imparando nuove tecniche e crescendo professionalmente. Attualmente, ricopro il ruolo di Digital Marketing Specialist da Autovip, un’importante realtà automotive presente da più di 40 anni, con quattro sedi e con due marchi in esclusiva a Torino.

Poi c’è la città, che negli ultimi anni è cambiata, riconvertendosi da grigia capitale operaia a nuovo polo universitario. Strano vedere qualche giovane che la sceglie senza avere un motivo di studio: “La trovo magnifica! Nonostante io abbia sempre sentito pareri discordanti su Torino, la trovo affascinante. In particolare, mi piacciono le sue geometrie e il Po con la sua vegetazione che passa per tutta la città. Lo smog? C’è e si sente, purtroppo è uno dei difetti dei grossi agglomerati urbani. Nel contesto, la trovo una città molto stimolante”.

C’è però sempre un po’ di Sardegna in valigia, e Luis non lo nega: “Prima di ogni cosa, i profumi. Anche ad occhi chiusi, riconoscerei la mia terra tramite l’olfatto. Porto con me anche il calore delle persone, della famiglia e degli amici. Il mare e i colori brillanti della vegetazione. Insomma, si vede che sono affezionato alla Sardegna. Devo ammettere, però, che non mi manca nulla della Sardegna, in quanto mi trovo molto bene e mi sono adattato velocemente. Tutto il mondo è paese, se si ha la voglia di cambiare”

Capitolo finale, qualche piccolo suggerimento ai coetanei: “Abbiate coraggio. Il coraggio di muoversi, crescere e scoprire altre realtà. Noi sardi siamo molto patriottici, ma di posti belli ce ne sono in tutto il mondo, non solo in Sardegna. Mi piacerebbe credere che una persona possa muoversi, imparare da varie realtà e da vari paesi del mondo e, successivamente, mettere in atto quello che si è appreso in Sardegna, per aiutare lo sviluppo economico di una regione sottovalutata ma con tante risorse”.

Il progetto nel medio periodo per Luis è quello di sviluppare una serie di competenze uniche che gli possano consentire di diventare un professionista di riferimento nel campo del digital marketing e del growth hacking. In questo percorso bisogna contare gli ostacoli, alcuni momenti difficili:”Negli ultimi anni sono state solo decisioni, come quella di riprendere gli studi per conseguire il diploma, nonostante l’impegno totale con il lavoro, e, successivamente, quella di iscrivermi all’Università, sempre in concomitanza con il lavoro. Son stati periodi molto difficili e lo sono tutt’ora. Conciliare lo studio con la crescita lavorativa, che richiede un impegno non indifferente, e con un trasferimento in una città molto lontana da casa non è facile. Ho sempre contato molto sulla famiglia e sulle persone care. Non sono una persona che si piange addosso. In generale, affronto i problemi in modo molto diretto. Ora, vivendo lontano da casa, però, è più difficile riuscire ad avere un equilibrio quando ci sono momenti difficili. Ma anche questo mi sta insegnando molto”. Gli ostacoli vanno superati, anche se si preferirebbe prendere una strada differente.